CIVES per l’Europa

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Rocchi non valorizza il patrimonio demaniale comunale!

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Conoscere per deliberare

Il gruppo di lavoro di Cologno Solidale e Democratica ha ragionato sull’esigenza di formazione politica da rivolgere ai propri soci e simpatizzanti, ai cittadini, agli iscritti di altri partiti locali, ai movimenti, alle associazioni.
Crediamo che ci sia grande bisogno di competenze anche da mettere a disposizione in previsione delle prossime elezioni amministrative del 2020.
Siamo in un periodo storico dove l’impegno dei padri ha lasciato lo spazio al disimpegno, alla disillusione, all’indifferenza da parte dei figli e da una fetta della generazione di mezzo.
I 5 incontri, gratuiti, hanno anche l’obiettivo di coinvolgere nuove persone per appassionarle alla politica attiva, almeno questa è la speranza.
Nella locandina trovate il calendario con i temi che saranno trattati.
“Cosa succede quando un paese muore, se restano in piedi le istituzioni repubblicane, ma nella percezione e nei fatti la democrazia si è svuotata, è diventata materia informe? E’ una domanda che non dovrebbe lasciare in pace le classi dirigenti europee e le nostre coscienze.” (stralcio dell’editoriale di Damilano dell’Espresso)
Vi aspettiamo!

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CSD in piazza!

Cologno Solidale e Democratica in piazza con il suo gazebo,

l’appuntamento per incontrare e confrontarsi con i cittadini colognesi,

per distribuire il suo giornalino “CSD informa”

e per aggiornare i cittadini sulla situazione locale.

Sabato 23 marzo 2019

Piazza XI Febbraio

dalle ore 15 alle ore 19

Vi aspettiamo numerosi!

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Le scelte di spesa del comune di Cologno Monzese

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Le barriere architettoniche secondo Rocchi

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CSD a People – Prima le persone – Manifestazione Nazionale 2 marzo

Ci troviamo alla metro di Cologno Centro alle 12.45 per poter prendere la metro delle 13.08 ed essere a Palestro in tempo utile per la partenza della manifestazione alle 14.

Per chi volesse muoversi in autonomia, il ritrovo a Milano sarà intorno alle 13.50 a Palestro.

Una volta lì a Palestro, ci adopereremo per stendere la grande bandiera della Pace di Cologno Monzese, che aprirà la manifestazione e la condurrà fino a Piazza Duomo.

Siamo tutti invitati!

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Restiamo UMANI Cologno!

Ha ancora senso, oggi, riflettere sulla PACE?
Che cos’è la PACE?
Molti diranno: è l’assenza della guerra. Quindi noi, in Italia, siamo in PACE.
Ma è davvero così?
La PACE non si definisce solo in negativo, come “assenza” di guerra, ma si definisce in positivo, come “presenza” di qualcosa, cioè presenza di GIUSTIZIA: giustizia SOCIALE, giustizia ECONOMICA, giustizia CULTURALE. Giustizia, detta anche “EQUITÀ”, ovvero eque (pari) opportunità di vita, di realizzazione, di benessere e di crescita per tutti. Dove ci sono queste condizioni, la gente sta bene, è in pace. C’è PACE.
[…]
LA PACE HA BISOGNO DI ESSERE CONTINUAMENTE COLTIVATA; le conquiste di PACE, di DIRITTI, non sono per sempre: se non continuano a essere alimentate, gradatamente si perdono.
Quindi, non disperdiamoci, mettendoci gli uni contro gli altri: guardiamo al bene comune, alla pace e alla giustizia, e lavoriamoci.
(estratto del discorso letto da Anna Favalli all’evento “Restiamo UMANI Cologno!” sabato 23 febbraio 2019)

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RESTIAMO UMANI COLOGNO! 23 FEBBRAIO 2019 ORE 15.30

Esiste un diverso approccio sul tema dell’immigrazione, sulla scia della solidarietà e dell’antifascismo, nel rispetto della COSTITUZIONE ITALIANA e dei DIRITTI UMANI.

La menzognera realtà, quotidianamente raccontata da certa Destra (che utilizza persino la sofferenza per ottenere consenso elettorale), sta portando il paese verso una deriva autoritaria e neofascista. Riteniamo necessario contrastare con determinazione questa deriva manifestando apertamente anche nelle strade della nostra città il nostro “Restiamo umani”.

A Cologno Monzese siamo spettatori di scelte amministrative che perseguono il medesimo obiettivo proposto a livello nazionale di distrarre dai problemi veri e di alimentare l’avversione verso gli stranieri:

1. la chiusura dell’ufficio per la Pace

2. la chiusura dello sportello informativo stranieri

3. la censura del libro “Milano Multietnica”

4. la chiusura della Scuola di italiano per stranieri e del Centro interculturale donne

5. la chiusura di una sezione del Nido di via Boccaccio in zona ad alta richiesta

6. l’adozione di Ordinanza Sindacale del 7/9/2017 illegittima e incostituzionale e conseguente condanna del Tribunale di Milano del 20/11/2018 per “discriminazione etnica e razziale”

7. la concessione di spazi pubblici per manifestazioni di stampo neofascista (come la rievocazione pseudo storica di campo tedesco, davanti a Villa Casati, in occasione del 25 Aprile oppure, la concessione della sala di Villa Casati, dedicata al presidente partigiano Sandro Pertini, ad associazioni riconducibili a movimenti politici neofascisti)

8. la negazione di spazi pubblici per incontro proposto dalla Rete Antifascista

9. la proposta recente, di intitolare una piazza di Cologno a Giorgio Almirante

Questi sono atti che arrecano non solo danni economici alla nostra città, ma minano gravemente la coesione sociale e danneggiano l’immagine della nostra città, mentre   distolgono dai problemi veri che, di fatto, non vengono affrontati (poco o nulla si investe nei servizi sociali).

È importante mobilitarsi contro razzismo e discriminazione e unire la nostra voce alle tante che in tutta Italia si stanno alzando.

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A Cologno esiste la democrazia?

Comunicato Stampa del 13.02.2019

A Cologno esiste la democrazia?

Negli ultimi due anni, i cittadini colognesi hanno visto decisioni, provvedimenti e comportamenti dell’amministrazione comunale sempre più improntati a una visione autoritaria della politica e anti-democratica. Ci chiediamo: dobbiamo abituarci a considerare la democrazia come un lusso che a volte è concesso e a volte no? Crediamo di no. Vale forse la pena ricordarci che cos’è la democrazia.

La democrazia è la possibilità dei cittadini di contribuire al governo della città, prima di tutto portando avanti le proprie istanze attraverso i consiglieri comunali che se ne fanno portavoce.
A Cologno questo non è possibile: in Consiglio Comunale, quando è il turno dei consiglieri dell’opposizione, gli esponenti della maggioranza si alzano ed escono, impedendo la discussione. È quello che è successo, per esempio, nel Consiglio Comunale dello scorso 23 gennaio 2019, quando due mozioni dell’opposizione sono state spostate in fondo all’ordine del giorno, in modo che finissero dopo mezzanotte. Quando finalmente sarebbe stato il momento di affrontarle, gli esponenti della maggioranza sono andati a casa, cosicché la seduta è stata sospesa per mancanza di numero legale di partecipanti. Le mozioni contenevano la richiesta di intervento su una tettoia con amianto in prossimità della scuola primaria di via Boccaccio e la discussione sugli esiti dell’ordinanza 2017 con cui il sindaco imponeva oneri a chi si sarebbe dato disponibile all’accoglienza di richiedenti asilo in accordo con la Prefettura, ordinanza condannata dal Tribunale di Milano e per la quale è stata disposta una sanzione pecuniaria.

La democrazia è rispettare il diritto dei cittadini a un’informazione corretta e a occasioni di cultura di qualità.
A Cologno questo è negato: le occasioni di cultura organizzate da cittadini non allineati con la giunta vengono impedite, negando loro l’uso di sale pubbliche anche dopo regolare prenotazione, pagamento degli oneri e autorizzazione dall’ufficiale comunale. È quanto accaduto recentemente, quando per una serata di formazione e informazione storica sulle foibe organizzata dalla Rete antifascista è stata prima autorizzato l’uso di una sala comunale, prenotato e pagato a tempo debito, e poi negato, senza alcuna motivazione.

La democrazia è fare in modo che i diritti fondamentali di tutti i cittadini, di qualsiasi provenienza, possano essere concretamente esercitati: il diritto alla casa, alla salute fisica e mentale, all’assistenza in caso di bisogno.
A Cologno questo non avviene: chi è in difficoltà non trova risposte, perché questa amministrazione non ha investito in risorse economiche e professionali nel campo dei servizi sociali. Ci sono stati e ci sono tutt’ora casi di madri sfrattate con figli piccoli che non hanno ricevuto aiuto, ci sono stati disabili e ci sono che non hanno ricevuto assistenza, c’è un aumento di disagio giovanile che l’amministrazione non affronta con progetti mirati, ci sono quartieri-ghetto lasciati al degrado e abbandonati. Ci sono stati controlli in alcune vie della città al solo scopo di fare propaganda, a caccia dello straniero senza documenti. Sono state fatte nuove regole per mettere in difficoltà le persone non italiane, in modo da scoraggiarle o allontanarle: i servizi comunali hanno chiuso lo sportello informativo per stranieri (ora funzionante solo grazie alle ACLI), la scuola di italiano per stranieri è stata chiusa, sono sempre più ridotti i luoghi di aggregazione pubblici.

SCARICA QUI IL COMUNICATO IN PDF

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Civ.E.S. nel 2019

Prima riunione del 2019 di CIV.E.S., il gruppo di lavoro delle liste civiche a Est di Milano che condividono gli stessi valori di solidarietà, partecipazione e difesa dell’ambiente.
Insieme ieri sera per ragionare di Adda-Martesana, Ambiente, Europa.

Con Daniele Restelli (Vivere Cernusco), Roberto Maviglia (Sindaco di Cassano), Andrea Beretta (Sindaco di Vaprio), Loredana Verzino (Cologno Solidale e Democratica), Adelia Denti (Cologno Solidale e Democratica), Ilaria Scaccabarozzi (Vice-sindaco di Gorgonzola), Lucia Lanzanova (Lista per Pioltello), Francesco De Marchi (Vaprio In Movimento)

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RAPPORTO SOCIALE ALLA CITTÀ

Una Cologno bloccata economicamente, senza opportunità occupazionali e con molte imprese che chiudono. Sempre meno popolata e abitata in prevalenza da vecchi (su quattro abitanti uno è anziano). Le nascite in diminuzione. I divorzi in aumento.

Continua a leggere sulla pagina Facebook di Cologno Bene Comune al link sottostante

RAPPORTO SOCIALE ALLA CITTÀ10 dicembre 2018Una Cologno bloccata economicamente, senza opportunità occupazionali e con…

Pubblicato da CBC – Cologno Bene Comune su Martedì 11 dicembre 2018

Scarica il Rapporto sociale come presentato nella serata del 10 dicembre 2018

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RAPPORTO SOCIALE ALLA CITTÀ – INVITO ALLA SERATA

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NOI NON CI SAREMO

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25 NOVEMBRE

25 NOVEMBRE
Che cosa significa combattere la violenza contro le donne

Oggi, 25 novembre, si dedica la giornata a riflettere su quello scandalo che è la violenza contro le donne. Violenza verbale, psicologica, agita fino all’assassinio. Violenza che lascia tracce profonde in tutte e in tutti, che blocca la vita della società e impedisce di progredire. Violenza che nasce da una profondissima, atavica convinzione che tra gli esseri umani ci siano quelli migliori e quelli un po’ meno attrezzati, un po’ meno capaci, un po’ meno. Uomini da una parte, donne dall’altra: una divisione così profondamente incisa nella nostra mente e nella nostra anima che non ci accorgiamo neppure quanto influisca nella vita quotidiana.
Dietro, c’è un modo di pensare distorto: si parte dalla constatazione di DIFFERENZE e si scivola tragicamente in un meccanismo di POTERE. Le differenze, che esistono e in sé stanno su un unico piano, vengono tradotte in “meglio” / “peggio”, su piani diversi: uno sopra, uno sotto. È la trappola del pensiero-potere: penso e dunque devo usare il mio pensiero per potere, per gestire, per dominare.
È lo stesso pensiero-potere che divide gli esseri umani tra bianchi e neri, tra religioni buone e religioni inaccettabili, tra culture giuste e culture inferiori, tra amici e nemici.
Dedicare una giornata a riflettere su questa TRAPPOLA DEL PENSIERO-POTERE è utile.

Cologno Solidale e Democratica lavora da sempre per “pace e diritti”. La nostra logica non è quella del pensiero-potere. Vogliamo pensare, creare, unire attorno a un’idea alta di fratellanza, di partecipazione, di scambio tra diversità. Lottare oggi perché la discriminazione e la violenza contro le donne cessi significa per noi lottare per una visione del mondo veramente umana, nella quale ciascuno venga riconosciuto nella sua dignità e apprezzato per il suo apporto alla vita comune.

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