MA QUALE CESSATO IL FUOCO?
Sono passati 19 giorni da quando Donald Trump ha annunciato, trionfante, la firma dell’accordo per il “Cessate il fuoco” a Gaza. Un’intesa presentata come “storica”, l’inizio della fine di questo ultimo terribile conflitto, che prevedeva, tra le altre cose, il rilascio degli ostaggi (o dei loro corpi), la fine dei bombardamenti e il ritiro delle truppe dell’IDF.
Eppure, le notizie che arrivano dai Territori Palestinesi raccontano tutt’altro e la situazione rimane critica. Secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite, dopo la firma dell’accordo, l’accesso agli aiuti nella Striscia è rimasto gravemente limitato, sia per quanto riguarda l’arrivo e la distribuzione di generi alimentari e acqua potabile, sia per tutti quei beni necessari ad un minimo funzionamento delle infrastrutture sanitarie (elettricità, carburante per i generatori…).
Nel frattempo, in Cisgiordania, le operazioni militari israeliane e gli scontri con i coloni hanno causato decine di morti e centinaia di arresti arbitrari.
In tutto questo, le bombe non hanno mai smesso davvero di cadere. Stanotte, massicci bombardamenti hanno colpito la Striscia, provocando almeno un centinaio di morti. Un atto di “ritorsione” da parte del governo israeliano, come da loro stessi definito, in seguito ad un tentato inganno nella consegna delle salme e alla morte di un militare a Rafah. Il governo israeliano ha fatto sapere di aver avvisato gli Stati Uniti prima di iniziare il raid e di aver ricevuto il loro “beneplacito”.
Come se aggiungere morti su morti servisse a qualcosa. Come se non stessimo parlando di vite umane spezzate, da un lato e dall’altro, ma solo di pedine, più o meno sacrificabili. Come se continuare con le violenze possa essere davvero una strategia praticabile per arrivare alla fine del conflitto.
Quanto sta continuando ad accadere in Medio Oriente è la dimostrazione che non può bastare una firma su un pezzo di carta per parlare di “successo diplomatico”. La pace ha un significato reale che richiede impegno concreto. E questo è valido per ciascuno dei conflitti attualmente in corso.
