La COP30 a Belém
In questi giorni si sta tenendo la COP30, la più importante conferenza annuale sui cambiamenti climatici.
L’evento sta avendo luogo a Belém, nella regione dell’Amazzonia, ecosistema simbolo per la sua importanza nella sopravvivenza del nostro Pianeta, ma anche dello sfruttamento sregolato da parte dell’uomo, con tutti i pericoli che questo comporta.
Tra gli argomenti di discussione, poi presentati nel documento definitivo, vi è la transizione energetica, ossia la messa in campo di tutte quelle strategie che hanno come obiettivo lo stop all’uso dei combustibili fossili, a favore di risorse rinnovabili e sostenibili per il nostro Pianeta. Dai combustibili fossili deriva attualmente circa l’80% di tutta l’energia che utilizziamo; sappiamo però benissimo che sono tra i principali responsabili dell’aumento dei gas serra in atmosfera e quindi del surriscaldamento globale che stiamo osservando.
Queste conferenze sono importantissime per dare una direzione alle strategie politiche globali e dei singoli Stati, ma anche per mantenere viva l’attenzione sul tema. E’ ovvio che certe situazioni sono, per così dire, più grandi di noi semplici cittadini e dei piccoli gesti che compiamo tutti i giorni. Ma possiamo e dobbiamo scegliere di non riporre fiducia in chi nega il cambiamento climatico: non è un’opinione politica, ma un dato di fatto.
“Il clima non è una minaccia futura ma una tragedia presente”, sono le parole di Lula, presidente del Brasile. Per questo motivo non possiamo sostenere chi minimizza un problema così serio e non si impegna in concreto, a livello globale e locale.