CC 16/12 – INTERVENTO DI MARIO BRESCIANI

CC 16/12 – INTERVENTO DI MARIO BRESCIANI

Delibera sulla “REVISIONE PERIODICA DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE DETENUTE AL 31 DICEMBRE 2023 E STATO DI ATTUAZIONE DEL PRECEDENTE PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE ADOTTATO CON RIFERIMENTO ALLE PARTECIPAZIONI DETENUTE AL 31 DICEMBRE 2022 EX ART. 20 DEL D.LGS. 19 AGOSTO 2016 N. 175”.

La proposta di delibera in oggetto ci vede in difficoltà perché siamo in disaccordo con i contenuti della relazione allegata che riguardano la società Zero C e anche sulle modalità con cui è stato finora condotto il piano di razionalizzazione della stessa, che è poi diventata la “alienazione della partecipazione” del nostro Comune alla società Zero C.

Se in generale possiamo prendere atto ed approvare la delibera per quanto riguarda le altre società partecipate dal nostro comune non siamo molto d’accordo sulla ricostruzione della vicenda Zero C così come riportata nella suddetta relazione poiché, nelle motivazioni di mancato avvio della procedura di alienazione, non si fa cenno a quella che per noi è stata la causa scatenante di tutto, cioè la volontà di Cologno di uscire dalla società, dichiarata unilateralmente dal Sindaco Zanelli con una lettera ai soci, cioè gli altri comuni – SESTO SAN GIOVANNI, PIOLTELLO, SEGRATE, CINISELLO BALSAMO, CORMANO – e CAP Holding.

Lettera, che risale ai primi di Aprile, alla quale non ha mai fatto seguito un atto formale di Giunta o di Consiglio Comunale, ma che, in pratica, ha dato inizio a contromosse da parte degli altri soci e di CAP e che, oltretutto, rischia di portare conseguenze anche sul futuro della nostra area dell’ex compostaggio.

… che cosa è cambiato?

Dopo la lettera del Sindaco, a fine Aprile, i soci di Zero C hanno “preso atto che in conseguenza dei mancati affidamenti da parte dei comuni soci del servizio di smaltimento della FORSU, la società non potrà più operare secondo il modello dell’In house providing ….

in pratica si cambia modello di società da “in house providing” a società che opera sul mercato …

Quindi è vero, come si scrive nella relazione, la nuova delibera di Zero C “ha bloccato ogni tipo di iniziativa comunale finalizzata ad individuare un possibile acquirente della propria quota societaria”

però Zero C ha deciso di cambiare modello societario perché con la dichiarazione del Comune di Cologno non era più possibile rispettare il rapporto 80-20 previsto dall’in house providing.

La decisione di Cologno ha snaturato la mission della società nata per fornire un servizio ai comuni soci rendendoli autonomi nello smaltimento della FORSU e ricavando un introito con la produzione di biometano.

Inoltre, CAP Holding ha comunicato l’intenzione di acquisire le quote dei comuni soci entro la prima metà del 2025 (dopo l’approvazione del bilancio di esercizio 2024)” ma ancora non sappiamo quale sarà l’offerta per le azioni detenute dal nostro Comune e se o quanto questa offerta sarà conveniente.

Tale operazione porta al fallimento del progetto di una società interamente pubblica nata per sostenere la transizione all’economia circolare nel ciclo dei rifiuti nel territorio della Città Metropolitana di Milano.

Come ulteriore conseguenza di quanto detto, vediamo il rischio concreto di chiusura dell’impianto di trattamento della FORSU, fatto che favorirà il privato che potrebbe alla lunga creare un monopolio a scapito della collettività.

Zero C, o quello che ne resterà, probabilmente rimarrà in attività per il trattamento dei fanghi e produzione di biogas e biometano. Trattamento dei fanghi che interessa principalmente a CAP e che dovrebbe andare a regime entro la fine del prossimo anno.

A tutto questo si aggiunge anche un altro fatto politico che è la reazione negativa da parte degli altri Comuni soci di ZERO C che ha portato il nostro Comune ad essere isolato.

Le proposte di Cologno Solidale e Democratica andavano in una direzione diversa e siamo rimasti inascoltati.

La decisione, per noi prematura, di dichiarare l’uscita ha modificato gli scenari possibili e, come detto, ha creato le premesse per la decisione dei soci di cambiare lo statuto e la mission di Zero C

ma ha anche pregiudicato la possibilità di trattare il ciclo dei rifiuti FORSU in sinergia tra l’impianto di Sesto e l’impianto di Cologno, noto come l’ex compostaggio.

Era questo il punto di forza del nostro Comune.

È noto, come è stato detto qui stasera, che CSD in passato ha manifestato perplessità sulla costituzione di ZERO C ma, a cose fatte, era meglio cercare sinergie per ottenere il maggior vantaggio possibile per Cologno dalla riqualificazione e riutilizzo dell’area dell’ex compostaggio.

Questo passava dal fatto di considerare i due impianti inseriti in un progetto unitario e complementare, da contrattare e definire con CAP mettendo sul piatto il valore intrinseco dell’area presente a Cologno.

L’obiettivo era quello di attivare una sinergia tra i due impianti e, contemporaneamente, portare valore aggiunto e reddito per il nostro Comune.

A Cologno, secondo le nostre proposte, si sarebbe potuto trattare il digestato, il sottoprodotto solido che si forma nei digestori che producono il biogas, prodotto a Sesto e che Zero C attualmente smaltisce in un impianto di compostaggio a Pavia.   

Quindi da subito un risparmio sui costi di trasporto e, in più, dal digestato si produce un fertilizzante di qualità, che genera reddito.

Inoltre, a completamento delle potenzialità dell’area, si proponeva il trattamento degli scarti del verde e legnosi con l’obiettivo di diventare autonomi anche su questo ed avere un ricavo con la produzione di cippato.

Oggi questi materiali vengono portati in discarica pagando tariffe significative.

Ricordiamo tutti le difficoltà passate e i costi per smaltire le enormi quantità di rami e alberi caduti durante le tempeste estive.

Nell’ottica di un’economia circolare anche i materiali di scarto possono diventare risorsa.

Per raggiungere questo risultato Cologno deve diventare interlocutore tecnico/politico di CAP e Zero C (eventualmente coinvolgendo anche CEM che non dispone di impianti) facendosi promotore di una proposta progettuale e un piano industriale per la riqualificazione del nostro impianto nella logica della complementarità con Sesto.

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Ma qui sta il punto: dopo la dichiarazione del Comune di Cologno non era più possibile rispettare il rapporto 80/20 previsto dall’in house providing, che era alla base della nascita della società Zero C, e, quello che temiamo, è che siano sfumate, o quantomeno diventate meno praticabili, le prospettive di quella che poteva essere l’occasione per avviare una collaborazione tra i diversi soggetti pubblici interessati (Comune, CAP e Zero C).

Sarebbe quindi stato meglio aspettare l’uscita del Bando per la riqualificazione dell’impianto di Cologno, al fine di valutare proposte progettuali che, secondo noi, avrebbero permesso una gestione sinergica e complementare dei due impianti (Sesto e Cologno), attraverso la collaborazione di soggetti pubblici e al fine di portare significativi vantaggi economici ed ambientali per il nostro Comune.

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.. ma ora come si prosegue?

Chiediamo al Sindaco una maggiore collegialità nelle decisioni

Chiediamo, ed auspichiamo, la disponibilità ad attivare un confronto tra tutte le forze politiche di maggioranza per valutare i diversi scenari e giungere ad una proposta condivisa da presentare al Consiglio.

Questo con l’obiettivo di trovare il modo migliore per rispettare gli obiettivi di politica ambientale che ci siamo dati e per valorizzare al meglio quella che per Cologno può ancora essere una risorsa, l’area e l’ex-impianto di compostaggio.

In pratica, auspichiamo una visione di sistema per cui la gestione ed il trattamento dei rifiuti, in ottica di autonomia e di economia circolare, tenga conto di tutti i fattori e tutti gli attori – in particolare pubblici – che insistono e operano sul territorio.

Infine, resta aperto un altro tema: quello della modalità e dei costi dello smaltimento della FORSU, perché, mentre gli altri comuni almeno nell’immediato vanno a guadagnare, poiché smaltiranno la FORSU a costi inferiori di quelli praticati da Zero C, Cologno invece continuerà a pagare un costo maggiorato a CEM Ambiente.

A questo punto ci chiediamo che possibilità ci sono di rivedere il prezzo praticato a Cologno e se, anche in considerazione dei nuovi fatti intercorsi, dovremo attendere la scadenza del contratto con CEM (2027) per rinegoziare le tariffe.

Mario Bresciani
Capogruppo di Cologno Solidale e Democratica
Intervento al Consiglio Comunale del 16/12/2024

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