Che questo affronto (la rievocazione) alla cittadinanza non si concretizzi

“COLOGNO AL TEMPO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE”. Con questo titolo alla locandina uscita su fb il venerdì prima di Pasqua, siamo stati informati che l’Amministrazione Comunale ha organizzato per il Giorno della Liberazione una rievocazione della vita in un campo tedesco davanti a Villa Casati.

La reazione dell’Anpi di Cologno e Provinciale è stata immediata e da noi condivisa, altrettanto immediata è stata la diffusione oltre i confini colognesi della notizia tramite anche testate giornalistiche nazionali.

Il martedì dopo Pasqua è stata fatta circolare una seconda versione della locandina alla quale era stato tolto il simbolo (un teschio) della compagnia di figuranti (36 Fusilier Kompanie) e cambiato anche il nome alla compagnia (Rivivere il passato) di cui non si trova traccia, nel maldestro tentativo di correre ai ripari è stato anche aggiunto che saranno presenti dei partigiani (in un accampamento militare?) e soldati dell’Armata Rossa (in Italia, a Cologno?).

Un’intollerabile ed ennesima provocazione che ha indignato molti cittadini colognesi, sia sul web che in città (ricordiamo la censura del libro Milano Multietnica, il concerto di Povia, l’incontro “Il genocidio silenzioso del popolo Karen” riferito ai fascisti del Terzo millennio) che chiedono al Sindaco di annullare la rievocazione.

Ci sono tutti gli elementi per una denuncia per violazione della XII disposizione della Costituzione nonché della legge Scelba e Mancino. Il Prefetto Lamorgese dovrebbe come minimo porre la questione di legittimità costituzionale di un Sindaco che permette di rievocare e esaltare l’occupazione tedesca del nostro Paese in lotta per la liberazione. Cologno pagò un contributo pesante alla fine della seconda guerra mondiale, furono deportati a Mauthausen nove cittadini (il loro delitto era aver scioperato) e non fecero ritorno.

Ci auguriamo che questo affronto alla cittadinanza non si concretizzi e sia ripensata la Festa di Liberazione proprio per quello che rappresenta.

Postiamo la determina dirigenziale (insieme al link dove trovarla) nella quale peraltro non vi è traccia né di partigiani né di Armata russa (del resto come potrebbe?).